Cloudeating e il bookcrossing

Si potrebbe forse tradurre con "lo scambiarsi libri"; ma è bookcrossing la parola magica, quella che può aprirvi le pagine giuste, se inserita in un motore di ricerca. In pratica, è un'idea per aggregare, in città alienanti, come può esserlo Milano, e per imparare qualcosa su noi stessi, partendo dal rapporto che abbiamo con i nostri libri, con le nostre letture, eventualmente per cambiarlo un po'. Pensate di non essere capaci di separarvi dai vostri libri, specialmente da quelli ai quali vi sentite particolarmente legati? Be', date un'occhiata qui: www.bookcrossing.com

L'idea è che i libri vadano letti, sì. E poi lasciati andare. E' un concetto un po' zen: è inutile restare attaccati alle cose materiali. Oppure un po' naturista, se si vede il libro come un animale in gabbia: si chiudano gli zoo, si liberino i libri. Sul sito americano del bookcrossing si trova tutto l'occorrente: etichette, fascette, pieghevoli. Ci sono anche versioni italiane, per esempio
www.rinaldiweb.it/eurobc/it/. Chi aderisce all'iniziativa stringe, volendo, contatti con gli altri bookcrossers, inizialmente per posta elettronica, poi partecipando ai raduni ufficiali nei luoghi che di volta in volta vengono fissati dai membri più intraprendenti. A Milano l'incontro è a cadenza mensile, di solito all'Old Fox Pub in Piazza Sant'Agostino.

Ciascuno interpreta il gesto di separarsi da un suo libro per abbandonarlo in un luogo pubblico, dove chissà chi lo ritroverà, a modo suo. Per qualcuno è una sfida: non importa che il libro venga ritrovato, ciò che conta è l'aver dimostrato di potersene separare. Per altri è un modo per lasciare con il libro qualcosa di sè, e ci danno dentro con etichette ed ex-libris. Qualcuno vede solo il lato dello scambio, e predilige per il rilascio luoghi in cui è sicuro di poter anche appropriarsi di un altro libro. C'è poi chi è affascinato dal movimento, dalle metamorfosi, e arriva a chiudere l'oggetto libro in un contenitore, affidandolo poi alle acque lente del naviglio.

C'è un fascino impagabile, e una grande emozione, nel primo abbandono. Ed è pure un gesto trasgressivo. Provate a lasciarlo in un bar, col timore di essere scoperti dalla cameriera, che vi segue poi fin fuori "Ehi! Ha dimenticato questo!". Come fate a dirle che l'avete fatto apposta? Non ci credete? Provate, e fatemi sapere.

Lo scaffale di Cloudeating su BookCrossing.com...
Per quanto mi riguarda, ho aderito in pieno all'iniziativa. Per il rilascio, scelgo libri coerenti con i contenuti di Cloudeating, anche se per il momento non ho messo in circolazione veri e propri libri di poesia. Sono tutti testi molto poetici, e soprattutto, sono propedeutici allo scrivere, perché aiutano a liberarsi della logica razionale entro la quale siamo sempre troppo costretti, favorendo il processo immaginativo più spontaneo.

www.cloudeating.com