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| A proposito di nuvole Cirro Bianco, Aurora di Paolo Pizzuto Era unafosa giornata estiva e lui si
confondeva tra i cirri bianchi perché le nuvole erano i
fantasmi di chi aveva vissuto. Quelle nere e
temporalesche erano ancora le anime del purgatorio,
mentre lui, in primavera, era stato ammesso tra i Cirri
Bianchi dopo vari gradi di penitenza. |
"Sarò tenue come la brezza,
discreto come un profumo, basterà aprire le finestre per
farmi entrare e riaprirle per mandarmi via; sarò leggero
come un sogno, non pesante come un incubo...
Fosti un corridore rispose lUniverso
sempre controvento perché ti venisse incontro, da
oltre le dune, almeno il suo profumo. Controvento,
perché, dicevi, se proprio dovevi cadere volevi caderci
dentro
che fosse un ultimo passo
e non un
passo indietro; ma nemmeno il sudore prosciugò il tuo
orgoglio, e riuscisti a cadere con la faccia in terra
perché il cielo, da solo, lavevi guardato troppo
perché lei ti dovesse rivoltare, se voleva vederti
ancora. Per colpa del tuo orgoglio lei, che cercava il
tuo volto, passò, ma non ti riconobbe. Cerca dunque il
tuo sentiero, nello spazio e nel tempo, e torna a
correre. Cirro Bianco smise il suo mantello, scese dal cielo e ritrovò i rumori del mondo. Mai aveva veduto i tubi di scappamento così da vicino. Spazzava ora la sporcizia e portava via lo smog. Di tanto in tanto mirava in alto i suoi regali compagni bianchi, e provava un velo di malinconia per quella vita altissima e limpida che aveva voluto lasciare. La durezza del suo lavoro lo stava involgarendo, cominciava a fare dispetti: stropicciando la biancheria stesa ad asciugare, rubando messaggi damore dai tergicristalli, scompigliando pettinature e ficcando bruscoli negli occhi per poi ridere delle smorfie delle persone. Ma portava via sporco e scorie dai quartieri dei ricchi come da quelli poveri, senza trascurare mai nessuno, senza mai darsi malato un giorno. Grazie a lui fu un anno senza nebbia quando alla fine tornò la primavera. Una sera il Sole lo guardò rosso in volto per il divertimento, era simpatico a tutti ora che, smesso di essere Cirro Bianco, avendo perso tutta leleganza di quel ruolo, risultava impacciato e sporco come uno spazzacamino, e tutti sapevano che si era congedato apposta dai Cirri Bianchi, per amore di una vivente fragile come uno spigolo di vetro, con un treccia fine sulla tempia preziosa come un germoglio nel gelo, e un cuore grande come il Sole al Tramonto. E per questo fu proprio il Sole al Tramonto ad avvertirlo, a fargli locchiolino con una provvidenziale Nuvola Passeggera, per dirgli che era giunto il suo momento, la sua Prima Sera. Come per magia si sollevò senza sforzo, senza piombo era tornato leggero ed impalpabile, lUniverso lo aveva ascoltato. Finalmente poteva rivederla, portare alle sue micronarici gli aromi di primavera e il fresco della sera in estate dopo il lavoro. Era la Brezza dellOra di Transizione che si accompagna ai colori morbidi della fine del giorno. Da allora mai una sera ha mancato di andarla a trovare e di accertarsi di come sta. E lei, quando si sente soffocare dalla monotonia di tutti i giorni si ricorda del vento di primavera, e col vento lui arriva, quando si sente sola si sofferma a contemplare il cielo e scorge una nuvola. Tra le tante forme proprio quella, guarda caso, che la sta guardando. |