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last update 02/06/05

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Viaggi diversi

Liberarmi. Fuggire. Ecco: il sogno delle quattro mura,
ecco le carceriere, le docce, le altre prigioniere. Fuggire
dalla mancanza d'amore. Fuggire dalle nebbie, dal grigiore.
Un'altra, oppure io? No, io non sarò quella. Essere
una a caso tra mille, essere nessuna, essere una. Essere. Libera. Amata.
Non d'amore hai parlato, nè di libertà. Ah già: della tua soltanto.
Costruire col cemento tutt'attorno, recidere il roseto, spegnermi.
Questo mi chiedi. Io, o un'altra. Non importa chi. La prima che dice sì.

(Sogno di condanna a morte di Laura D'Incà)
Per altre terre andrò per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?

(da: La città di Constantinos Kavafis)

L'ALTRO EGITTO (Letto su
ewriters)
Standosene sul ponte di una qualsiasi nave da crociera che risale il corso del Nilo, l'occhio registra lungo le sponde immagini fuggevoli da presepe biblico. Tutto scorre a lato inesorabilmente come in un film. Le donne fanno il burro ancora con le capre gonfie di latte, ragazzi lungo i bordi della strada ritornano da scuola, uomini neri come spazzacamini arrampicati su montagne fumanti mescolano legna rovente destinata a diventare carbone, contadini che arano con i buoi e l'aratro tradizionale prendendo acqua da pozzi, buchi in terra, attorno ai quali gira un asino incappucciato.
Pescatori stanno in bilico su barchette infinitesimali cercando di acchiappare qualche pesce, donne con chodor lavano i panni.
Tra gli orti di erba medica e di canna, reperti archeologici e case di pietra con i muri dipinti da scene naif che illustrano il pellegrinaggio alla Mecca in un grande fumetto colorato, si dorme quasi all'aperto, si prepara il tè sulla legna e si lavora l'alabastro.
Il fiume ogni tanto si infila tra isolotti di scogli granitici e ciuffi di canne in uno scenario da togliere il fiato, e al tramonto si guardano le feluche veleggiare stanche e si può sostare in villaggi nubiani, cortili di sabbia, pareti dipinte con simboli vivaci, colorati con colori abbaglianti, viola, gialle, turchesi, sedersi a bere un tè vuol dire fare un passo nell'altro Egitto quello ignoto ma reale al di là del mito.

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