Viaggio in Normandia
Mele succulente
Ponte del primo maggio, volo low-cost. Il bello è che non abbiamo nemmeno i posti numerati. Dico, Elena, ma com è che i posti non sono numerati? Sarà così faticoso, così costoso numerarli? Mah! Che non ci diano da mangiare a bordo lo capisco (e niente acqua e niente caffè) ma il posto numerato, che sarà mai, dai. E va be'. Turisti agguerritissimi sfrecciano in tutte le direzioni. Sembra l'Aereo più pazzo del mondo, a file di tre posti per parte. Siamo divise dal corridoio, che è un andirivieni di personale e di passeggeri: parlarsi è difficoltosissimo, siamo interrotte in continuazione (vuoi dal carrello vivande preceduto da hostess - "Be careful!", "Pardòn", dall'assistente di volo che controlla le cinture -"Asseie vous s'il vous-plait!" ma anche da qualche -"Rosa, scendimi la valiggia").
Apparentemente, vanno tutti a Euro Disney. Noi, no. Noi, stoiche, non ci lasciamo tentare.
All'aeroporto di Beauvais arriviamo iperpuntuali e ci lanciano subito anche i bagagli. Pensa te. Siamo in anticipo sul ritiro dell'auto a noleggio che abbiamo prenotato, tanto che l'addetto è assente. Al bar vendono mele. Pazzesco, no? Cioè, bello, ma in Italia non si usa, tantomento al prezzo di un espresso. Ah! Poi l'addetto è arrivato.
Mele succulente all'aeroporto di Beauvais-Tille. (Foto L.D'Incà)