Dadà
di Jacopo
Lupi
| DADA' Fili sottili di ricordo vestono un pensiero insistente. E bello pensarti dadà fra nuvole sospese di pianto, magra la mia mente corrotta ti sogna nuda, tu che nuda non eri, nei viali di un paese morto, tra i cimeli duna età che infrange il respiro. E bello pensare che ci sei, pensar che mi pensi; sospesi eravamo tra due sorrisi leggeri, le mani ci ancoravano a un metro dalla terra riarsa e volavamo, camminando sui rovi di un sentiero che porta in posti visti per primi noi due soli. Erano i giorni più belli Quelli che il sole battezzava E che distesi, cercando Poca ombra, amavamo In un respiro e in un sogno Da inseguire, e sembravi finalmente tu, come so che tu sola sei, sembravi pura, e le tue paure abbandonate per strada da riprendere al ritorno. |
Il grano dei tuoi capelli Profumava di girasole La mia pelle che Scorgevi piano, io Suonavo dolci note dal mio bacio e immagini di canzone passavano distratte dai nostri occhi fissati. Erano i giorni più dolci Con te che mi amavi In silenzio, era la Voce di un addio A lasciarci persi In noi stessi a pensare Se quello che avevamo Erano scampoli di noi O immagini sbiadite Di foto mai avute, che rincorrevano soltanto un sogno che sapevamo non realizzare mai, ma ci amavamo e restavamo distratti e giocavamo con il destino a rincorrerci lontano. Ed è bello pensar Che in fondo ci sei E che non hai mai smesso di esser dove in fondo sei. |