Non ho che poco
di Luca Bidoli


Non ho che poco
da trattenere,
nella corsa degli anni.

Dirupo si č fatto quello che di me
appare. Una linea spezzata
in fibre di vetro, la rete fitta
di giorni a vuoto,
il rimorso come esca
per i pochi che vivi
adescano il futuro
tra sagome di cartapesta.

Si torna, dopo la sera
a mietere altri campi,
le braccia pił deboli,
la voce pił acuta e aspra.

Di te e di me,
il racconto si scioglie
nel sorso d'acqua
che fresca scorre fra le dita,
riluce nella corrente,
guizza, azzura chioma
nelle nostre mani.

Abbiamo raccolto bene
i germogli usciti
dalle nostre palpebre.

Dono resta il giorno.
l'ombra di luce
sul limitare di una porta.
 

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