Una poesia per Matt Collishaw
di Laura D'Incā

Nella penombra l'uomo, spogliato d'ogni vanitā, con lo sguardo insegue immaginate reduci volontā.
Le fate lievi si palesano, luminose emergono, aleggiano e ammiccano; in stalattiti trasparenti rilucendo, lacrime dall'alto su di lui riversano.
Della buia nuditā stupiscono azzurre, mentre l'oro si sparpaglia in pulviscolo sottile.
Vano il tentativo di cattura, si perde in gesti ambigui, nell'eco notturna d'indimenticati traguardi,
ancora non raggiunti.
E nella favolosa danza
il corpo candido di donna č contornato di muschio e bucaneve, giace ed č paesaggio sinuoso, si spiega in saliscendi morbidi, si schiude, si appiana, si regala.
L'uomo nel panorama č perduto, le fate in una pioggia d'anemoni svanite.

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