| Francesca Messinese «è un'arte la poesia?! la poesia è una catarsi come ogni forma espressiva di arte. La vita quotidiana è poesia; ma l'arte cos'è se non l'imparare a conoscersi e comunicare con un segno, un gesto, un colore o quant'altro possa essere usato!? è il mostrare a se stessi - per poi conviderlo con altri, quell'amorevole "mostro" - che è la nostra ombra che ci onora, a suo modo, ogni giorno e che ci accompagna quotidianamente e che troppo spesso disprezziamo, che temiamo di incontrare (vedere) o riconscere oppure conoscere. Allora provo: "mostro e me" a me stesso; "mostro me" agli altri e quando riesco a farlo sono divenuto consapevole di qualcosa di grande, di vero e di importante per me... ma sicuramente è tutto parte dell'universo e di altri che lo abitano come me e con me. Scrivo poesie perchè non so dire a parole ciò che vedo e che sento. Pratico il teatro per essere altro oltre a me e capirmi meglio, per sorridere o piangere mentre conosco altri amorevoli lati oscuri che si rivelano pian piano attraverso i personaggi e trovo allora altri "mostri" che si mostrano e questi non sono più soli... ed hanno meno modo di pianegere. Adesso sanno che non sono più soli, questo è.» |
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| Luce di Luna di F.M. Ieri sera sull'aia tirava un filo di vento la paglia profumava l'aria le foglie del noce cantavano sotto i miei passi l'ombra della sera dava la luce alle stelle non c'eri amico mio per vedere nel silenzio con i tuoi occhi questa luce di luna |
Dialogo con la DeaMadre di F.M. DeaMadre Ho un figlio che mi aspetta In qualche luogo Quale sia il suo volto di tenera carne E quale sia il suono della sua parola io ancora non conosco Luna Madre DeaMadre Che pendi dal mio collo come amuleto Ascolta le mie preghiere Tutte le donne hanno un figlio Tutte le donne hanno dei figli Tutte partoriscono un figlio Ognuno con la sua forma |
E nasce figlio un pensiero che diviene realtà E come uovo fecondato è il desiderio E nasce figlio anche il desiderio che io consacro a te come storia Tutte le donne hanno un figlio E ognuna di loro lo partorisce Fiume rosso che scorri Stasera sono di nuovo la tua foce Ma oggi non piango DeaMadre tu mi hai insegnato Che la scultrice partorisce dalle mani Loratrice dalla bocca Mentre la carne, partorita dalla carne, esce dalla foce seccata del Fiume Rosso DeaMadre Quanti parti ho avuto da questi occhi Senza conoscere questo |
Ma tu dolce mi culli Le lacrime che ho versato le hai tutte conservate Goccia a goccia le hai contate Ci hai fatto collana come amuleto Che pende dal tuo collo Sono una donna Donna come tutte Come tutte le altre ho un figlio ancora Un figlio nuovo da qualche parte Che mi aspetta |