Notturno
rumore di carri
di carriaggi
lontano, sullautostrada.
Notturno
strano rumore di treno
lontano, a Milano.
Estate e voce del silenzio
silenzio caldo vestito dei suoni che furono
ascolto, in silenzio.
Il mio piede leggero
ha lasciato unimpronta luminosa sullasfalto
caldo
luminosa per occhi che intuiscano la materia
materia giovane, di un fanciullo,
giovane come questa umanità
che poggia un piede leggero
sulla Luna.
22/3/1997-8/6/1997
Per chi abita
distante dalla ferrovia, a Milano, sembra strano udire il
fischio del treno. Ma questo può accadere nelle calde
notti estive, quando tutto è silenzio, meno che il
rumore profondo e lontano delle autostrade. Un silenzio
ascoltato con spasmodica attenzione, talvolta, come un
piccolo scrivano fiorentino che sinterroga su
Milano e su di sé.
I miei genitori sembravano del tutto refrattari alle
notizie di cronaca, evitando di acquistare il giornale.
Mia madre, con protervo tempismo, decise di tornare dalle
vacanze al mare proprio quel 20 luglio, per sfruttare la
comodità di un treno semivuoto (erano tutti rapiti dalle
immagini televisive). Nel caldo respiro notturno della
città, camminando, quasi sembrava di intravedere una
scia luminosa lasciata dalle nostre orme sullasfalto.
Nel gran silenzio io, ragazzino, alzai gli occhi al cielo
e vidi una luna piena tersa, e non ebbi il tempo di
soffermarmi ad immaginare luomo che si era spinto
fin lassù, perché occorreva affrettarsi verso casa e
verso il letto. Corri, corri leggero.
Oggi, dopo tanti anni, quando ancora mi sorprendo ad
ascoltare il profondo silenzio delle notti estive, non
posso fare a meno di pensare che il ragazzino, con il suo
passo spedito e leggero, lasciasse una lieve impronta
sulla vita ancora tutta da scoprire, come gli astronauti
sulla luna.
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