CLOUDEATING
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| Una poesia di Sergio Orfeo Io sono le mie cazzate, |
Segnali di vita di Sergio Orfeo Fossi in grado di riconoscerli non avrei dubbi sul da farsi. Ci insegnano a tastare il polso e a misurare con strumenti quanta vita c'è. Verde, giallo, rosso, nero, bianco (ma non potevi chiamare un taxi?). La pelle. Che colore ha la pazzia di una donna consumata dalla sua cecità? E' pazza per te, fratello. Lei nulla chiede se non starsene a casa sua coi suoi fili stesi tra stanza e stanza, con le sue ruvide strisce sul pavimento che indicano il telefono, la porta, la poltrona davanti alla stupita televisione. Un po' d'acqua per terra, un po' di panni per terra. Mi siedo sul bordo della vasca e parlo. Mettiti le mutande, però. Vuoi le ciabatte? Te ne cerco due uguali. Non voglio portarti via se tu non vuoi venire. Neanche potrei. Voglio |
parlare, vorrei parlare per farti vedere. Tu la pelle non la vedi, tu nonvedi se arrossisco, non vedi le mie smorfie. Che cosa vedi in me? Perchè ti racconti a me? Chiudo gli occhi e ti ascolto. Un po' ci capiamo. Adesso vado, devo andare. Cerca di non litigare con tuo fratello, fai la brava. Che colore ha la vita di un bimbo di undici mesi? Lui non parla. Non parlerebbe neanche se smettesse di tremare. Non lo misuri un bimbo così piccolo. La pelle. Liscia, morbida, sacra. Perchè non mi insegni a guardare oltre? Che cosa urli da là dentro? Non capisco. Segnali di Vita. Riesco a sentire il tuo battito e il tuo respiro, gli scatti dei tuoi muscoli. So cosa fare per il tuo corpo sofferente. Ma voglio sentire i tuoi segnali di Vita. Riuscissi a capirli non avrei dubbi sul da farsi. |